Shooting primarily on 8mm and 16mm, with a practice informed by neorealism, documentary, and the avant-garde, over the past decade Italian-born filmmaker Anna Marziano has steadily crafted a unique, generous, and quietly miraculous body of work. This screening brings together four of Marziano's finest films, each of which effortlessly balance intellectual and formal rigour with spontaneity and beauty.

Frequently built around intimate interviews or personal reflections, the films in “The Mutability” offer dynamic portraits of individuals and understandings, variously exploring topics of violence, trauma, and adaptability (The Mutability…), the discord between a dreamlike personal sphere and external realities (La Veglia), and lives lived at the margins of society (Orizzonti Orizzonti!). The program culminates in the Berlin Premiere of Marziano’s poetic debut feature Beyond the One, an evocative examination of close relationships and distinct approaches to living together.


︎ Jesse Cumming, curator and writer, at Anna Marziano’s retrospective @ VariaVision, Volksbuehne, Berlin, 2019




Leggere il fuoricampo: intervista ad Anna Marziano di Martina Mele

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MM- Per cominciare, come nasce il tuo interesse per il cinema e l’audiovisivo?
AM- C’è stato l’incontro con alcuni film al liceo attraverso i quali potevo vivere il piacere del pensiero e in cui la vita sembrava addensarsi... Alcuni film, come alcuni libri, come alcuni incontri, mi hanno un po’ salvata. E così a mia volta faccio film, con curiosità e gratitudine.
Al liceo trascorrevo molto tempo a leggere e mio padre mi aveva insegnato la tecnica della fotografia e dello sviluppo. Quando andavo in giro portavo con me un libro e la macchina fotografica. Il cinema mi ha permesso di avere a che fare con queste due cose a cui ero molto appassionata e che cercavo di mettere assieme – le parole e le immagini – nell’attraversare il mondo. Oltretutto fare film permette di coniugare periodi di grande apertura e periodi ursini di riflessione.
MM- Mi piacerebbe che ci raccontassi della tua esperienza presso gli Ateliers Varan, durante la quale hai realizzato il tuo lavoro (2010).
AM- Gli Ateliers Varan sono stati molto significativi perché mi sono finalmente autorizzata a fare... e non contro tutto un sistema (come mi pareva di dover fare nei miei anni precedenti a Roma) ma con l’ascolto, il nutrimento e il sostegno di un ambiente e dei formatori (Marie-Claude Treilhou e Yves De Perretti) che mi hanno aiutata a partorire il mio primo film breve “Mainstream” e a cui sono molto grata. Loro mi hanno fatto scoprire alcuni lavori di Agnès Varda, Johan Van der Keuken, Artavazd Pelešjan, oltre a vari esempi di quel che in Francia chiamavano il documentario di creazione. I Varan si concentrano sull’etica dello sguardo e delle relazioni, a cui sempre torno e che mi ha influenzata anche rispetto al fatto di avere una mia propria camera e utilizzare mezzi di ripresa frugali. Yves e Marie-Claude mi hanno poi consigliato di proseguire con gli studi al Fresnoy – Studio National che è stato in effetti un enorme sostegno per poter continuare a realizzare i miei lavori con più tempo e mezzi. “La veglia” l’ho realizzato indipendentemente durante un periodo a Berlino, subito dopo la fine dei Varan, usando una Super8 malridotta... Ho inviato il film al Torino Film Festival senza nessuna speranza e invece son stata sorpresa e felice quando i selezionatori l’hanno notata e mostrata al TFF.
I Varan, il TFF e il TIFF son stati d’enorme sostegno e incoraggiamento, significano molto per me. (...)
MM- Perché la sperimentazione è per te così importante?
AM- Forse perché mi pare coerente a quel che si può far con l’esistenza: non tanto un percorso rettilineo quanto un andare andando. Sono stata ispirata da persone la cui grandezza è contraddittoria, asimmetrica, e la cui incredibile carica vitale è quella di un seme non quella di una cattedrale, pur nel loro rigore e nella determinazione. Così, mi pare ci si possa saggiare, si possa stare all’ascolto di sé e degli altri... e per farlo bisogna mantenersi sufficientemente osmotici alle circostanze, per non impossibilitare una reale presenza propria e degli altri. (...) 


︎ Martina Mele, Lo specchio scuro, 2019


Anna Marziano (Italy, 1982) is an artist and filmmaker experimenting with the composition of sounds and images. Marziano’s films keep traces of the experience of being in the world. Caring for the relational possibilities offered by a sound-recorder and a camera, her films and her installations question the transformations of subjects and communities.
Anna Marziano’s works melt the engaged effort of reflecting upon our singular-plural worlds with the joy of the unexpected, hidden in the reactions of analog film materials and microscopic imaging.

After her degree at Centro Sperimentale di Cinematografia (Rome), in 2009 Anna moved to France, supported by the FVG Fellowship. She attended the Ateliers Varan (Paris) and participated in Le Fresnoy – Studio National (Tourcoing).

Her works are screened in festivals and art spaces throughout the world: TIFF Wavelenghts, Kurzfilmtage Oberhausen, IFFR Rotterdam, FIC Valdivia, Cinéma du Réel, Ann Arbor Film Festival, Media City Film Festival, Documenta Madrid, Punto de Vista, L’alternativa, LABoral Centro de Arte Gijon, Palais de Tokyo, FRAC Dunkerque, National Gallery of Art Washington DC, Wexner Center for the Arts, Experimenta Film Festival Bangalore, Museum of the Moving Image NYC, MAXXI Rome, Ji.hlava Film Festival, Kerala International Film Festival among others...

In 2018, BEYOND THE ONE received the A. Mekas Award at Experimenta Film Festival and at Terre di Cinema Tremblay, as well as the Special Mention at Cinéma du Réel.

In 2020, AL LARGO received the Special Jury Award at Torino Film Festival.               

Her films are preserved by the archives Cineteca di Bologna. Retrospective of her works were guested at Volksbühne Berlin and at Wolf Kino Berlin, in 2019.
They are also visible on online platforms such as MUBI, DAfilms, Tënk.    
She was jury member for Torino Film Festival (Italiana.doc) in 2018. As invited artist, she run courses at Srishti School of Art Bangalore and Univeristy of Goettingen.
She was artist in residence at Goethe-Institut/Max Mueller Bhavan, CLEA Dunkerque, Bibliothèque National de France - Fondation Del Duca - Villa Médicis Rome.

Since 2013, Marziano lives in Berlin.